Programma
Racconti di Scienza
Descrizione
Progetto Scienza 2022 Racconti di Scienza - p. 01 - L'Etna - La scienza è stata raccontata negli anni in numerosi programmi televisivi, con linguaggi diversi e da molti divulgatori di talento. Con la condu - zione di Anna Pancaldi, Racconti di Scienza presenta un racconto a più voci alla scoperta dell'Etna. Chiamato dai siciliani 'a muntagna', l Etna si estende su un territorio enorme che include decine di paesi intorno a Catania. Le leggende sull Etna iniziano con gli antichi greci e gli studi che lo riguardano arrivano fino a noi. È il vulcano più alto d Europa, contiene il ghiacciaio più ad alta quota, ma anche tunnel e grotte scavate dalla lava. - Un programma di Daniela Mazzoli, a cura di Eleonora Ottaviani, capo progetto Diego Garbati, regia Alberto Polimanti, conduce Anna Pancaldi
La superficie del nostro Pianeta è ricoperta d'acqua per il 70%. Dallo spazio la Terra è quasi tutta blu. La civiltà umana è nata quando abbiamo cominciato ad addomesticare l'acqua per renderla disponibile quando e dove serve. Oggi il nostro rapporto con l'acqua e la sua differente disponibilità tra le diverse popolazioni del mondo vanno ripensati per consentire a tutti, ora e in futuro, l'accesso a questa risorsa indispensabile alla sopravvivenza. In questo viaggio alla scoperta dell'acqua dolce, vediamo da dove arriva la nostra acqua e che giri fa, qual è la sua vita, qual è la sua storia, quale beviamo, se ce n'è per tutti… e se l'espressione "facile come bere un bicchier d'acqua" sia sempre valida.Un racconto che vede le testimonianze di alcuni tra i maggiori esperti italiani, come Giulio Boccaletti, direttore scientifico del CMCC, Andrea Rinaldo, idrologo dell'Università di Padova e vincitore del premio Stockholm Water Prize 2023, Mauro De Pascale, responsabile comunicazione di ABC Napoli, Luca Lucentini, direttore del CENSIA dell'Istituto Superiore di Sanità, Barbara Casentini, chimica ambientale del CNR IRSA, Riccardo Biancalani, project coordinator della Land and Water Division della FAO, Martina Bussettini, ingegnere idraulico dell'ISPRA, Sandro Privitera, geologo dell'Università di Catania, Salvatore Costanzo, direttore della Riserva Naturale Grotta Monello, Antonello Pasini, fisico del clima del CNR, Lorenzo Lipparini, geologo dell'INGV e dell'Università Roma Tre, Gianluca Di Profio, chimico fisico del CNR ITM, e Domenica Mosca Angelucci, ingegnere ambientale del CNR IRSA
Progetto Scienza 2024 Racconti di Scienza - Missione Artico - L'Oceano Artico è uno degli ecosistemi più vulnerabili ai cambiamenti climatici. L'aumento medio delle temperature è maggiore rispetto al resto - del pianeta e ne influenza il clima incrementando l'intensità degli eventi meteorologici estremi. Monitorare e studiare le masse d¿acqua dell'Oceano Artico è quindi fondamentale per poter affrontare il cambiamento climatico a livello globale. Dal 30 giugno al 12 luglio 2024 la nave oceanografica "Alliance", di proprietà della NATO, è stata operativa nello stretto di Fram e nel Mar di Norvegia settentrionale, per condurre la campagna ACO24, "Arctic Climate Observatory". A bordo della nave i militari della Marina Militare Italiana, i ricercatori del Consiglio Nazionale delle Ricerche, dell'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale e del Centre for Maritime Research and Experimentation (CMRE) ci raccontano la vita a bordo, i metodi e i risultati della spedizione scientifica. "Alliance", che dal 2017 effettua ogni anno una spedizione in Artide per studiare il clima nell'Oceano Artico, è tra le navi da ricerca più silenziose al mondo ed è gestita dalla Marina Militare italiana, mentre il CMRE è l'unico centro di ricerca e sperimentazione marittima della Nato e ha sede da oltre 60 anni a La Spezia, all¿interno della base della Marina Militare Italiana. Storicamente il centro viene collocato in questa realtà per occuparsi di acustica nell'oceano, ma dagli anni '90 ha cominciato a fare ricerca anche nell¿ambito di discipline più ampie, come lo studio del clima del pianeta. -
Progetto Scienza 2023 Speciale Progetto Scienza - p. 03 - Antropocene - Storia di un'era geologica - Una delle nuove parole entrate nel nostro vocabolario è Antropocene: un termine complesso che apre dibat - titi, pone problemi e lancia sfide. Riguarda il pianeta e la presenza dell'essere umano sulla Terra. Il pianeta esisteva prima di noi e probabilmente continuerà a esistere dopo di noi. Ma la presenza umana sulla Terra ha determinato una serie di trasformazioni dell¿ambiente e delle risorse che ne hanno profondamente cambiato i connotati, con esiti non sempre positivi. L'uomo ha consumato risorse e messo in pericolo la sopravvivenza di interi habitat. Certo, ha contemporaneamente edificato magnifiche città, addomesticato paesaggi ostili, fraternizzato con specie selvagge, dato vita alla civiltà. L'uomo è un creatore di nicchie ecologiche e crea legami di reciprocità con la natura in cui è immerso. Fino a che punto e con quali rischi? 'Antropocene: storia di un'era geologica' è uno speciale di Progetto Scienza di Rai Cultura realizzato in collaborazione con la Fondazione "I Lincei per la Scuola" che cerca di approfondire le conseguenze dell'azione umana sulla Terra. Un percorso multidisciplinare in cui ci guida Giorgio Manzi, antropologo Accademico dei Lincei, con la partecipazione di esperti come il geologo del Consiglio Nazionale delle Ricerche Mario Tozzi, il filosofo della scienza dell'Università di Padova Telmo Pievani, l'ecologo dell'Università di Firenze Guido Chelazzi, lo zoologo di Sapienza Università di Roma Carlo Rondinini, il filosofo di Sapienza Università di Roma Fabrizio Rufo, il fisico del clima dell'Abdus Salam International Centre for Theoretical Physics (ICTP) di Trieste Filippo Giorgi, e il giornalista scientifico Lorenzo Monaco. Ci racconteranno la storia della parola "Antropocene" e della specie più invasiva che la vita sul pianeta abbia conosciuto: quella dei Sapiens. - un programma di Giorgio Manzi e Daniela Mazzoli a cura di Eleonora Ottaviani capo progetto Diego Garbati regia di Daniela Mazzoli conduce Giorgio Manzi.
La superficie del nostro Pianeta è ricoperta d'acqua per il 70%. Dallo spazio la Terra è quasi tutta blu. La civiltà umana è nata quando abbiamo cominciato ad addomesticare l'acqua per renderla disponibile quando e dove serve. Oggi il nostro rapporto con l'acqua e la sua differente disponibilità tra le diverse popolazioni del mondo vanno ripensati per consentire a tutti, ora e in futuro, l'accesso a questa risorsa indispensabile alla sopravvivenza. In questo viaggio alla scoperta dell'acqua dolce, vediamo da dove arriva la nostra acqua e che giri fa, qual è la sua vita, qual è la sua storia, quale beviamo, se ce n'è per tutti… e se l'espressione "facile come bere un bicchier d'acqua" sia sempre valida.Un racconto che vede le testimonianze di alcuni tra i maggiori esperti italiani, come Giulio Boccaletti, direttore scientifico del CMCC, Andrea Rinaldo, idrologo dell'Università di Padova e vincitore del premio Stockholm Water Prize 2023, Mauro De Pascale, responsabile comunicazione di ABC Napoli, Luca Lucentini, direttore del CENSIA dell'Istituto Superiore di Sanità, Barbara Casentini, chimica ambientale del CNR IRSA, Riccardo Biancalani, project coordinator della Land and Water Division della FAO, Martina Bussettini, ingegnere idraulico dell'ISPRA, Sandro Privitera, geologo dell'Università di Catania, Salvatore Costanzo, direttore della Riserva Naturale Grotta Monello, Antonello Pasini, fisico del clima del CNR, Lorenzo Lipparini, geologo dell'INGV e dell'Università Roma Tre, Gianluca Di Profio, chimico fisico del CNR ITM, e Domenica Mosca Angelucci, ingegnere ambientale del CNR IRSA
Progetto Scienza 2024 Racconti di Scienza - Missione Artico - L'Oceano Artico è uno degli ecosistemi più vulnerabili ai cambiamenti climatici. L'aumento medio delle temperature è maggiore rispetto al resto - del pianeta e ne influenza il clima incrementando l'intensità degli eventi meteorologici estremi. Monitorare e studiare le masse d¿acqua dell'Oceano Artico è quindi fondamentale per poter affrontare il cambiamento climatico a livello globale. Dal 30 giugno al 12 luglio 2024 la nave oceanografica "Alliance", di proprietà della NATO, è stata operativa nello stretto di Fram e nel Mar di Norvegia settentrionale, per condurre la campagna ACO24, "Arctic Climate Observatory". A bordo della nave i militari della Marina Militare Italiana, i ricercatori del Consiglio Nazionale delle Ricerche, dell'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale e del Centre for Maritime Research and Experimentation (CMRE) ci raccontano la vita a bordo, i metodi e i risultati della spedizione scientifica. "Alliance", che dal 2017 effettua ogni anno una spedizione in Artide per studiare il clima nell'Oceano Artico, è tra le navi da ricerca più silenziose al mondo ed è gestita dalla Marina Militare italiana, mentre il CMRE è l'unico centro di ricerca e sperimentazione marittima della Nato e ha sede da oltre 60 anni a La Spezia, all¿interno della base della Marina Militare Italiana. Storicamente il centro viene collocato in questa realtà per occuparsi di acustica nell'oceano, ma dagli anni '90 ha cominciato a fare ricerca anche nell¿ambito di discipline più ampie, come lo studio del clima del pianeta. -
Progetto Scienza 2023 Speciale Progetto Scienza - p. 03 - Antropocene - Storia di un'era geologica - Una delle nuove parole entrate nel nostro vocabolario è Antropocene: un termine complesso che apre dibat - titi, pone problemi e lancia sfide. Riguarda il pianeta e la presenza dell'essere umano sulla Terra. Il pianeta esisteva prima di noi e probabilmente continuerà a esistere dopo di noi. Ma la presenza umana sulla Terra ha determinato una serie di trasformazioni dell¿ambiente e delle risorse che ne hanno profondamente cambiato i connotati, con esiti non sempre positivi. L'uomo ha consumato risorse e messo in pericolo la sopravvivenza di interi habitat. Certo, ha contemporaneamente edificato magnifiche città, addomesticato paesaggi ostili, fraternizzato con specie selvagge, dato vita alla civiltà. L'uomo è un creatore di nicchie ecologiche e crea legami di reciprocità con la natura in cui è immerso. Fino a che punto e con quali rischi? 'Antropocene: storia di un'era geologica' è uno speciale di Progetto Scienza di Rai Cultura realizzato in collaborazione con la Fondazione "I Lincei per la Scuola" che cerca di approfondire le conseguenze dell'azione umana sulla Terra. Un percorso multidisciplinare in cui ci guida Giorgio Manzi, antropologo Accademico dei Lincei, con la partecipazione di esperti come il geologo del Consiglio Nazionale delle Ricerche Mario Tozzi, il filosofo della scienza dell'Università di Padova Telmo Pievani, l'ecologo dell'Università di Firenze Guido Chelazzi, lo zoologo di Sapienza Università di Roma Carlo Rondinini, il filosofo di Sapienza Università di Roma Fabrizio Rufo, il fisico del clima dell'Abdus Salam International Centre for Theoretical Physics (ICTP) di Trieste Filippo Giorgi, e il giornalista scientifico Lorenzo Monaco. Ci racconteranno la storia della parola "Antropocene" e della specie più invasiva che la vita sul pianeta abbia conosciuto: quella dei Sapiens. - un programma di Giorgio Manzi e Daniela Mazzoli a cura di Eleonora Ottaviani capo progetto Diego Garbati regia di Daniela Mazzoli conduce Giorgio Manzi.
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