Programma
Passato e presente
Descrizione
A cavallo tra la fine dell'800 e l'inizio del '900 in Italia si assiste alla nascita e all'affermazione dell'industria cinematografica. Tra i pionieri del settore c'è Giovanni Pastrone, un personaggio eclettico e precursore dei tempi: artista, contabile, produttore, inventore, poi addirittura medico. Pastrone, oltre a essere stato regista e autore occulto di "Cabiria", kolossal prodotto in Italia nel 1914 e intestato a Gabriele D'Annunzio per motivi "promozionali", può essere considerato il fautore di una nobilitazione del cinema, da strumento di intrattenimento per le masse a nuova forma d'arte. In questa puntata di "Passato e Presente", Luciano Curreri ripercorre, insieme a Paolo Mieli, le gesta di Pastrone agli albori del cinema italiano. Torino, che negli stessi anni vede sorgere colossi dell'industria nazionale come la Fiat, è la culla dei progetti di Pastrone, che con Cabiria riesce a racchiudere arte e tecnologia in un unico contenitore, il cinema appunto, capace per questo di assumere i tratti dell'opera d'arte "totale" e più completa. Il successo internazionale del film non avrà però ricadute durature: nonostante la realizzazione di altre pregevoli pellicole nel periodo della Prima guerra mondiale, il cinema di Pastrone sarà pesantemente ridimensionato dalla crisi post bellica che investirà l'Italia e il mondo intero. Uscito di scena il padre di Cabiria, bisognerà attendere molti anni e l'attenzione del fascismo verso i mezzi di propaganda, per tornare ad assistere a investimenti significativi nel settore cinematografico.
Chernobyl. Ucraina del nord. La notte tra il 25 e il 26 aprile 1986, nella centrale nucleare è in corso un test sulle procedure di arresto di emergenza. Qualcosa non funziona, l'impianto diventa improvvisamente instabile, il vapore aumenta in modo incontrollabile. Con un fragore assordante, il Reattore 4 esplode. Nell'atmosfera viene liberata un'enorme quantità di radiazioni, innescando una catastrofe umanitaria e ambientale senza precedenti. Nel sistema di potere sovietico si apre una ferita insanabile che mette a nudo la necessità di riforme strutturali e accelera la glasnost – la politica di trasparenza di Gorbaciov – e i negoziati per il disarmo atomico. In Ucraina, il disastro diventa il catalizzatore di istanze represse per anni, che trovano per la prima volta la possibilità di articolarsi in un dissenso organizzato. Ben presto, la questione ecologista si fonde con la riscoperta dell'identità nazionale, sfociando nella rivendicazione dell'indipendenza. In studio con Paolo Mieli il professor Marcello Flores.
Storia nelle diverse epoche confrontandole con i nostri tempi. Ogni giorno un grande studioso di fama risponde alle domande di Paolo Mieli e di tre giovani storici delle università italiane. Un racconto sui fatti, la ciclicità e i protagonisti della storia, conciliando il rigore scientifico con un linguaggio televisivo accessibile a tutti.
Chernobyl. Ucraina del nord. La notte tra il 25 e il 26 aprile 1986, nella centrale nucleare è in corso un test sulle procedure di arresto di emergenza. Qualcosa non funziona, l'impianto diventa improvvisamente instabile, il vapore aumenta in modo incontrollabile. Con un fragore assordante, il Reattore 4 esplode. Nell'atmosfera viene liberata un'enorme quantità di radiazioni, innescando una catastrofe umanitaria e ambientale senza precedenti. Nel sistema di potere sovietico si apre una ferita insanabile che mette a nudo la necessità di riforme strutturali e accelera la glasnost – la politica di trasparenza di Gorbaciov – e i negoziati per il disarmo atomico. In Ucraina, il disastro diventa il catalizzatore di istanze represse per anni, che trovano per la prima volta la possibilità di articolarsi in un dissenso organizzato. Ben presto, la questione ecologista si fonde con la riscoperta dell'identità nazionale, sfociando nella rivendicazione dell'indipendenza. In studio con Paolo Mieli il professor Marcello Flores.
Storia nelle diverse epoche confrontandole con i nostri tempi. Ogni giorno un grande studioso di fama risponde alle domande di Paolo Mieli e di tre giovani storici delle università italiane. Un racconto sui fatti, la ciclicità e i protagonisti della storia, conciliando il rigore scientifico con un linguaggio televisivo accessibile a tutti.
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