Programma
Passato e presente
Descrizione
La Liberazione di Genova, sugellata il 25 aprile del 1945 dalla firma del generale Günther Meinhold sull'atto di resa delle truppe tedesche, è considerata un caso unico in Europa per la capacità dimostrata delle formazioni partigiane di insorgere e liberarsi con le proprie forze. La resa tedesca, infatti, avviene direttamente nelle mani del Comitato di Liberazione Nazioneale, e il generale Meinhold si arrende al cospetto dell'operaio comunista Remo Scappini, presidente del CLN della Liguria. In questa immagine asimmetrica è racchiuso simbolicamente il senso di una storia esemplare della Resistenza al nazifascismo.
A cavallo tra la fine dell'800 e l'inizio del '900 in Italia si assiste alla nascita e all'affermazione dell'industria cinematografica. Tra i pionieri del settore c'è Giovanni Pastrone, un personaggio eclettico e precursore dei tempi: artista, contabile, produttore, inventore, poi addirittura medico. Pastrone, oltre a essere stato regista e autore occulto di "Cabiria", kolossal prodotto in Italia nel 1914 e intestato a Gabriele D'Annunzio per motivi "promozionali", può essere considerato il fautore di una nobilitazione del cinema, da strumento di intrattenimento per le masse a nuova forma d'arte. In questa puntata di "Passato e Presente", Luciano Curreri ripercorre, insieme a Paolo Mieli, le gesta di Pastrone agli albori del cinema italiano. Torino, che negli stessi anni vede sorgere colossi dell'industria nazionale come la Fiat, è la culla dei progetti di Pastrone, che con Cabiria riesce a racchiudere arte e tecnologia in un unico contenitore, il cinema appunto, capace per questo di assumere i tratti dell'opera d'arte "totale" e più completa. Il successo internazionale del film non avrà però ricadute durature: nonostante la realizzazione di altre pregevoli pellicole nel periodo della Prima guerra mondiale, il cinema di Pastrone sarà pesantemente ridimensionato dalla crisi post bellica che investirà l'Italia e il mondo intero. Uscito di scena il padre di Cabiria, bisognerà attendere molti anni e l'attenzione del fascismo verso i mezzi di propaganda, per tornare ad assistere a investimenti significativi nel settore cinematografico.
Quella di Firenze Capitale d'Italia è una storia oggi quasi dimenticata. Eppure è nel capoluogo toscano che l'Italia trovò il suo centro in una fase cruciale della sua storia, tra il 1865 e il 1871. Anni in cui a Roma regnava ancora il Papa, protetto dalla Francia di Napoleone III. Paolo Mieli ne parla con uno dei maggiori specialisti del Risorgimento italiano, lo storico Gilles Pécout. È proprio in seguito a un accordo con Parigi che la capitale lascia Torino e viene trasferita in Toscana, culla della cultura e della lingua italiana. Un evento che muterà profondamente il volto urbanistico ed economico di Firenze. Ma fiorentini e torinesi come vissero quel cambiamento? E cosa rimane oggi di quell'esperienza?
A cavallo tra la fine dell'800 e l'inizio del '900 in Italia si assiste alla nascita e all'affermazione dell'industria cinematografica. Tra i pionieri del settore c'è Giovanni Pastrone, un personaggio eclettico e precursore dei tempi: artista, contabile, produttore, inventore, poi addirittura medico. Pastrone, oltre a essere stato regista e autore occulto di "Cabiria", kolossal prodotto in Italia nel 1914 e intestato a Gabriele D'Annunzio per motivi "promozionali", può essere considerato il fautore di una nobilitazione del cinema, da strumento di intrattenimento per le masse a nuova forma d'arte. In questa puntata di "Passato e Presente", Luciano Curreri ripercorre, insieme a Paolo Mieli, le gesta di Pastrone agli albori del cinema italiano. Torino, che negli stessi anni vede sorgere colossi dell'industria nazionale come la Fiat, è la culla dei progetti di Pastrone, che con Cabiria riesce a racchiudere arte e tecnologia in un unico contenitore, il cinema appunto, capace per questo di assumere i tratti dell'opera d'arte "totale" e più completa. Il successo internazionale del film non avrà però ricadute durature: nonostante la realizzazione di altre pregevoli pellicole nel periodo della Prima guerra mondiale, il cinema di Pastrone sarà pesantemente ridimensionato dalla crisi post bellica che investirà l'Italia e il mondo intero. Uscito di scena il padre di Cabiria, bisognerà attendere molti anni e l'attenzione del fascismo verso i mezzi di propaganda, per tornare ad assistere a investimenti significativi nel settore cinematografico.
Quella di Firenze Capitale d'Italia è una storia oggi quasi dimenticata. Eppure è nel capoluogo toscano che l'Italia trovò il suo centro in una fase cruciale della sua storia, tra il 1865 e il 1871. Anni in cui a Roma regnava ancora il Papa, protetto dalla Francia di Napoleone III. Paolo Mieli ne parla con uno dei maggiori specialisti del Risorgimento italiano, lo storico Gilles Pécout. È proprio in seguito a un accordo con Parigi che la capitale lascia Torino e viene trasferita in Toscana, culla della cultura e della lingua italiana. Un evento che muterà profondamente il volto urbanistico ed economico di Firenze. Ma fiorentini e torinesi come vissero quel cambiamento? E cosa rimane oggi di quell'esperienza?
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Storia