Programma
Passato e presente
Descrizione
Le reliquie di Cristo sono testimonianze di fede, ma soprattutto strumenti di potere, per rafforzare il prestigio di una dinastia e per giustificare la sacralità del potere politico. Un elemento culturale sostanzialmente estraneo alla religione ebraica, radicata piuttosto nella cultura latina e greca. Forse anche per questo, le prime testimonianze sulla loro esistenza risalgono al IV secolo, quando ormai il cristianesimo si è "romanizzato". Elena, madre dell'imperatore Costantino, si reca in pellegrinaggio a Gerusalemme e conduce una vera e propria campagna di scavi alla ricerca della vera croce di Cristo. E poi ancora i volti di Cristo dal Mandylion di Bisanzio alla Sindone di Torino fino alle reliquie, totalmente immaginarie, create dalla fantasia di un fortunato racconto come quello del sacro Graal. In studio con Paolo Mieli, la prof.ssa Chiara Mercuri.
"Chi canta prega due volte". Ad affermarlo è Agostino di Ippona. Una preghiera, dunque, che contribuisce a rafforzare il vincolo con la fede fino a diventare momento di coesione del popolo cristiano. Nel IV secolo, Ambrogio di Milano compone i primi inni come strumento di difesa dall'eresia ariana. La storia del canto liturgico inizia da qui, come storia della voce della Chiesa. Una voce che si afferma nel suo cammino secolare raggiungendo vette di grande suggestione e bellezza: dal canto gregoriano alla grande polifonia che ha tra i suoi maggiori artefici Giovanni Pierluigi da Palestrina. Quella del canto liturgico è una storia complessa - tesa tra tradizione e rinnovamento, tra ansie di restaurazione e contaminazioni con i gusti delle varie epoche - che arriva fino ai giorni nostri: alle grandi adunate delle giornate mondiali della gioventù dove il canto si fa momento essenziale di un cammino di preghiera rivolto al mondo. In studio, con Paolo Mieli, il professor Alberto Melloni.
Storia nelle diverse epoche confrontandole con i nostri tempi. Ogni giorno un grande studioso di fama risponde alle domande di Paolo Mieli e di tre giovani storici delle università italiane. Un racconto sui fatti, la ciclicità e i protagonisti della storia, conciliando il rigore scientifico con un linguaggio televisivo accessibile a tutti.
"Chi canta prega due volte". Ad affermarlo è Agostino di Ippona. Una preghiera, dunque, che contribuisce a rafforzare il vincolo con la fede fino a diventare momento di coesione del popolo cristiano. Nel IV secolo, Ambrogio di Milano compone i primi inni come strumento di difesa dall'eresia ariana. La storia del canto liturgico inizia da qui, come storia della voce della Chiesa. Una voce che si afferma nel suo cammino secolare raggiungendo vette di grande suggestione e bellezza: dal canto gregoriano alla grande polifonia che ha tra i suoi maggiori artefici Giovanni Pierluigi da Palestrina. Quella del canto liturgico è una storia complessa - tesa tra tradizione e rinnovamento, tra ansie di restaurazione e contaminazioni con i gusti delle varie epoche - che arriva fino ai giorni nostri: alle grandi adunate delle giornate mondiali della gioventù dove il canto si fa momento essenziale di un cammino di preghiera rivolto al mondo. In studio, con Paolo Mieli, il professor Alberto Melloni.
Storia nelle diverse epoche confrontandole con i nostri tempi. Ogni giorno un grande studioso di fama risponde alle domande di Paolo Mieli e di tre giovani storici delle università italiane. Un racconto sui fatti, la ciclicità e i protagonisti della storia, conciliando il rigore scientifico con un linguaggio televisivo accessibile a tutti.
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Storia