Programma
Newton: Quello che sappiamo
Descrizione
In questa puntata parliamo della ricerca di vita extraterrestre e di quali siano gli strumenti che, oggi, abbiamo per tentare a scovarla nei corpi celesti intorno a noi e nel cosmo. L'astrobiologa dell'Università di Roma Tor Vergata, Daniela Billi, ci parla di organismi estremofili. Sono i batteri che vivono in ambienti estremi del pianeta Terra, luoghi con caratteristiche simili a quelle di Marte o di alcune lune ghiacciate di Saturno e Giove e che quindi rappresentano un modello per la ricerca di forme di vita in contesti extraterrestri. Dalle solfatare nei dintorni di Napoli, Beatrice Cobucci Ponzano dell'Istituto di Bioscienze e Biorisorse del CNR ci fornisce un esempio di ambienti terrestri estremi e dei microorganismi che vi abitano, e ci spiega perché è utile studiarli per comprendere l'origine della vita, non solo sulla Terra. Al Mufant, il Museolab del fantasy e della fantascienza di Torino, Andrea Bernagozzi, astrofisico dell'Osservatorio Astronomico della Valle d'Aosta, attraverso un percorso storico tra scienza e fantascienza, ci mostra come si è evoluto il nostro rapporto con gli alieni. L'astrobiologo John Robert Brucato dell'Osservatorio Astronomico di Arcetri dell'Inaf descrive poi quali siano le prospettive future nella ricerca di vita extraterrestre e illustra le missioni Osiris Rex e Mars 2020 che mirano a trovare tracce biologiche di vita passata o presente sull'asteroide Bennu e sotto la superficie di Marte. L'astrofisica Giovanna Tinetti dello University College London ci parla invece della caccia ai pianeti potenzialmente abitabili al di fuori del Sistema Solare, mentre l'astrofisico Andrea Possenti dell'Osservatorio Astronomico di Cagliari, ci spiega in che modo la radioastronomia cerchi di captare segnali radio da forme di vita intelligenti fuori dalla Terra.
In questa puntata parliamo della pelle: l'organo più esteso del corpo umano, quello che segna il confine tra noi è ciò che c'è al di fuori di noi. La pelle non appartiene a tutti gli animali. Solo i vertebrati, infatti, l'hanno sviluppata nel corso dell'evoluzione: pesci, anfibi, rettili, uccelli e mammiferi hanno ognuno un particolare tipo di pelle. Per indagare i modi in cui la pelle si è evoluta nei vertebrati e le differenze che ha assunto tra di loro, abbiamo lo zoologo Biagio D'Aniello dell'Università degli Studi di Napoli Federico II. Al Bioparco di Roma con Paola Palanza, etologa e presidente del Bioparco, scopriamo poi un'altra funzione della pelle, quella mimetica, sfruttata da tigri, zebre, anaconde e camaleonti. Al Dipartimento di Scienze Farmaceutiche dell'Università degli Studi di Milano Statale con la chimica farmaceutica Marina Carini, capiamo poi come funzioni la cosmetologia, che mira non solo a migliorare ma anche a curare l'aspetto della pelle umana. Il biotecnologo Calogero Oddo della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa ci permette poi di gettare uno sguardo al futuro delle pelli sintetiche, che possono avere incredibili applicazioni tanto nel campo della robotica quanto in quello delle protesi intelligenti. E rer avere uno sguardo più ampio sulle potenzialità della pelle, naturale o artificiale, ci aiutano anche Daniela Marino, collegata da Zurigo, la cui startup ha elaborato una pelle umana bioingegnerizzata per curare le ustioni, e la microbiologa Serena Manara, collegata dall'Università degli Studi Trento, che ci parla di un particolare bioma umano, quello cutaneo.
In questa puntata parliamo della pelle: l'organo più esteso del corpo umano, quello che segna il confine tra noi è ciò che c'è al di fuori di noi. La pelle non appartiene a tutti gli animali. Solo i vertebrati, infatti, l'hanno sviluppata nel corso dell'evoluzione: pesci, anfibi, rettili, uccelli e mammiferi hanno ognuno un particolare tipo di pelle. Per indagare i modi in cui la pelle si è evoluta nei vertebrati e le differenze che ha assunto tra di loro, abbiamo lo zoologo Biagio D'Aniello dell'Università degli Studi di Napoli Federico II. Al Bioparco di Roma con Paola Palanza, etologa e presidente del Bioparco, scopriamo poi un'altra funzione della pelle, quella mimetica, sfruttata da tigri, zebre, anaconde e camaleonti. Al Dipartimento di Scienze Farmaceutiche dell'Università degli Studi di Milano Statale con la chimica farmaceutica Marina Carini, capiamo poi come funzioni la cosmetologia, che mira non solo a migliorare ma anche a curare l'aspetto della pelle umana. Il biotecnologo Calogero Oddo della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa ci permette poi di gettare uno sguardo al futuro delle pelli sintetiche, che possono avere incredibili applicazioni tanto nel campo della robotica quanto in quello delle protesi intelligenti. E rer avere uno sguardo più ampio sulle potenzialità della pelle, naturale o artificiale, ci aiutano anche Daniela Marino, collegata da Zurigo, la cui startup ha elaborato una pelle umana bioingegnerizzata per curare le ustioni, e la microbiologa Serena Manara, collegata dall'Università degli Studi Trento, che ci parla di un particolare bioma umano, quello cutaneo.
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